Giuseppe e Luciano: la prima gara di Hyrox a RiminiWellness
L’orgoglio c’è, eccome se c’è. L’orgoglio per Giuseppe Cimini e Luciano Compagnone, che il 28 maggio si sono misurati con la loro prima gara di Hyrox. E l’hanno fatto in un’occasione speciale: RiminiWellness 2026, evento internazionale dedicato al fitness, al benessere e alla nutrizione. La cosa più bella? Si allenano qui, nel box di Gladius 88900. E sotto la guida dei nostri coach Christian Gemelli e Fabiana Giampà sono riusciti a prepararsi nel giro di pochi mesi. Un’esperienza di quelle che non si dimenticano e confermano una legge universale: i limiti sono fatti per essere superati. Ma lasciamo che siano loro a raccontarcela.
Prima, però, una premessa che aiuta a contestualizzare meglio. Hyrox è presente a RiminiWellness dal 2023, anzi è proprio lì che si è tenuto il primo storico evento in Italia. È da lì che questa disciplina ha iniziato a conquistare (anche) i cuori degli italiani. L’edizione 2026 è stata la più imponente: migliaia di atleti partecipanti di tutte le categorie (Open, Pro, Doubles e Relay), quattro giorni di gara, una febbre collettiva che fa rima con passione e benessere. Dai debuttanti ai professionisti, dai singoli ai team, un esercito di uomini e donne pronti a misurarsi con sé stessi. Che meraviglia.
Giuseppe: “Un invito per tutti: fate quest’esperienza”
È trascorso qualche giorno, ma l’entusiasmo di Giuseppe batte ancora forte: “La prima gara di Hyrox è stata un’esperienza bellissima, difficile da spiegare a parole. Questo è indubbiamente lo sport del momento, per cui a RiminiWellness c’era davvero il caos. Un caos magnifico, però. Partivano atleti ogni dieci minuti, basti pensare questo. Io e Luciano abbiamo scelto di partecipare alla gara Singolo Open, ogni blocco era composto da 20-30 persone circa”.
Per portare a termine la gara, Giuseppe ha impiegato 1 ora e 36 minuti. Di adrenalina pura. La sua preparazione nel box di Gladius 88900, come dicevamo, è avvenuta praticemente in tempi record: “Tre mesi. Prima avevo fatto un mese di Cross Training. Per il resto, non ho mai frequentato una palestra in vita mia. Certo, c’è da dire che abbiamo un vantaggio perché entrambi siamo runner da diversi anni. Al di là della condizione fisica, di grande aiuto è stata la nostra familiarità con le gare. Però resta il fatto che siamo assolutamente neofiti di questa disciplina. Abbiamo deciso di gareggiare un mese e mezzo prima dell’evento. Ci siamo buttati, come due folli. Lo rifarei altre mille volte”. Un ruolo importante l’hanno avuto Christian e Fabiana: “Il box è di altissimi livelli, sfido chiunque a negarlo. Christian e Fabiana sono eccezionali. I ‘normali’ allenamenti quotidiani sono risultati perfetti come training per la gara”.
Giuseppe lancia un invito che gli sta molto a cuore: “Fate quest’esperienza, Hyrox è davvero accessibile a tutti. Serve la giusta preparazione, certo, ma è principalmente una questione di testa. Una sfida con sé stessi. E riesci a raggiungere risultati che mai avresti immaginato”.
Luciano: “Continuare quando tutto dice di fermarti”
“Il mio Hyrox 2026 Rimini – racconta Luciano – è stato molto più di una competizione sportiva. Quando mi sono iscritto insieme a Giuseppe, avevo un obiettivo chiaro: mettermi alla prova. Non si trattava solo di ottenere un buon risultato, ma di verificare fino a che punto fossi in grado di spingermi oltre i miei limiti”. Il suo pensiero va subito a Francesco Monaco, Christian Gemelli e Fabiana Giampà: “Tutti i coach di Gladius 88900, che mi hanno fatto scoprire questa disciplina meravigliosa”.
Poi continua: “Quando siamo arrivati a Rimini per la gara di Hyrox, l’atmosfera era incredibile. Migliaia di atleti provenienti da tutta Italia e dall’estero lì per condividere la stessa passione e voglia di sfidarsi. Sentire l’energia del pubblico, respirare quell’ambiente e vedere gli altri concorrenti ha reso tutto ancora più speciale”. Al via, Luciano ha sentito un mix di “entusiasmo, adrenalina e anche un po’ di tensione. Sapevo che non sarebbe stato facile. Ogni stazione è una sfida diversa. Alcuni esercizi mi hanno messo in difficoltà più di altri, ma ho cercato di affrontarli uno alla volta. Senza pensare a quanto mancasse al traguardo”.
Ha imparato una lezione preziosa: “Quando l’obiettivo è grande, bisogna concentrarsi solo sul passo successivo”. Man mano che andava avanti, sentiva le gambe farsi pesanti e il fiato corto, mentre la mente gli suggeriva scuse per rallentare. Però ha continuato: “è qui che sta la forza della determinazione. Continuare quando tutto ti dice di fermarti”. Poi il traguardo: “Tagliare quella linea non è significato solo completare la gara ma vedere concretizzarsi mesi di impegno, sacrificio e disciplina. Un senso di soddisfazione enorme, indipendentemente dal cronometro”. Cosa ha portato a casa? “La consapevolezza che i limiti sono spesso più lontani di quanto immaginiamo. Nuove amicizie, nuove esperienze e una motivazione ancora più forte. La vera vittoria non è arrivare primi, ma avere il coraggio di partire e la forza di non mollare”.
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